Immaginate di trovarvi davanti a un progetto complesso: c’è chi pensa “È troppo difficile, non fa per me” e chi si dice “È una sfida stimolante, posso imparare qualcosa di nuovo”.
Il primo è un approccio da mentalità fissa, il secondo da mentalità di crescita. Scoprire quale dei due domina il vostro modo di lavorare può fare davvero la differenza – nel modo in cui affrontate i problemi, interagite coi colleghi e guidate i vostri team.
Con una mentalità fissa, reputiamo talento e competenze come doni innati: ogni ostacolo rischia di diventare una conferma dei nostri limiti. Così evitiamo le sfide, reagiamo male alle critiche e ci preoccupiamo più del risultato finale che di comprendere il percorso. Ne risente la creatività, la motivazione e persino la capacità di collaborare in ambienti dove convivono diverse generazioni.
Ecco quattro semplici strategie per allenare la mentalità di crescita nel quotidiano:
- Riformulate le sfide: anziché “Non ce la farò mai”, pensate “Cosa posso imparare da questo progetto?”
- Monitorate i progressi: fissate obiettivi graduati e celebrate ogni tappa, anche piccola.
- Chiedete feedback frequenti: brevi check‑in con i colleghi vi aiutano a correggere la rotta prima che diventi troppo lunga.
- Annotate le lezioni apprese: un diario veloce, anche solo digitale, vi permette di riflettere su cosa ha funzionato e cosa migliorare.
Cambiare prospettiva non è un colpo di fortuna, ma un processo che inizia da un piccolo gesto: quale di queste strategie proverete già oggi? Condividete la vostra esperienza con il vostro team o, meglio ancora, incoraggiate un collega a fare lo stesso. L’innovazione parte sempre da chi è disposto a mettersi in gioco.
